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03/11/2026 23:00 - CENTRO ESTETICO ROSY

Epilazione definitiva mediante laser al diodo: come funziona, quante sedute servono e per chi è indicata

Rasoio ogni due giorni, ceretta ogni tre settimane, peli incarniti e irritazioni: chi è stanco di questa routine prima o poi si informa sul laser. Tra le tecnologie per l'epilazione, il laser al diodo è oggi una delle più diffuse, perché permette di trattare zone ampie in tempi contenuti e di ridurre in modo progressivo la ricrescita. Prima di iniziare, però, conviene capire come lavora, perché non basta una seduta e per chi dà i risultati migliori. Nella sezione dedicata al corpo, il Centro Bio-Estetico Rosy di Lamezia Terme affianca l'epilazione laser al diodo alla depilazione classica con ceretta tradizionale.

Come funziona il laser al diodo

Il principio si chiama fototermolisi selettiva. Il laser emette un fascio di luce con una lunghezza d'onda precisa, che viene assorbita dalla melanina, il pigmento che dà colore al pelo. L'energia luminosa si trasforma in calore e raggiunge il follicolo, danneggiando le strutture che alimentano la crescita del pelo. La pelle circostante, che contiene meno pigmento, assorbe molta meno energia, e i sistemi di raffreddamento integrati nel manipolo aiutano a proteggerla.

Il diodo lavora con lunghezze d'onda che penetrano a una profondità adatta a raggiungere il bulbo, e questo lo rende versatile su gambe, braccia, ascelle, inguine, schiena e viso. La sensazione sulla pelle viene spesso descritta come un pizzicore caldo o un elastico che schiocca sulla pelle, più intenso nelle zone sensibili e attenuato dal raffreddamento.

Spesso il laser al diodo viene confuso con la luce pulsata, conosciuta anche come IPL. Le due tecnologie si basano sullo stesso principio, ma funzionano in modo diverso: il laser emette una sola lunghezza d'onda, concentrata e precisa, mentre la luce pulsata emette uno spettro ampio di luce, poi filtrato. In pratica, il laser concentra l'energia sul bersaglio, la melanina del pelo, mentre la luce pulsata la distribuisce su un ventaglio di lunghezze d'onda. Sono due strumenti diversi, con protocolli e parametri propri.

Quante sedute servono

È la domanda più frequente, e la risposta dipende dalla biologia del pelo. Ogni pelo attraversa tre fasi: anagen, la fase di crescita attiva; catagen, una fase di transizione; telogen, la fase di riposo prima della caduta. Il laser è efficace soprattutto sui peli in anagen, quando il bulbo è ricco di pigmento e collegato al follicolo. In ogni momento, però, solo una parte dei peli di una zona si trova in questa fase.

Per questo si procede per cicli. In genere servono diverse sedute, spesso tra sei e dieci, distanziate di alcune settimane: intervalli più brevi sul viso, più lunghi su gambe e schiena, dove il ciclo del pelo è più lento. Il numero preciso varia in base alla zona, al colore e allo spessore del pelo, al fototipo e all'equilibrio ormonale di ciascuno.

Dopo ogni seduta i peli trattati cadono nell'arco di una o due settimane, e la ricrescita successiva è in genere più rada e sottile. Anche al termine del ciclo possono servire sedute di mantenimento, soprattutto nelle zone influenzate dagli ormoni, come viso e inguine. Il risultato va quindi inteso come una riduzione importante e duratura dei peli, che si costruisce con costanza.

Anche la sensibilità cambia da zona a zona. Ascelle, inguine e labbro superiore sono in genere le aree più delicate, mentre gambe e braccia si trattano con un fastidio minore. Con il procedere delle sedute, peli più radi e sottili assorbono meno energia, e molte persone percepiscono il trattamento come più leggero. Tenere un piccolo diario delle sedute, con date e zone trattate, aiuta a rispettare gli intervalli e a valutare i progressi.

Per chi è indicata e per chi no

Il fattore decisivo è il contrasto tra il colore del pelo e quello della pelle. I risultati sono in genere più evidenti su peli scuri e spessi. I peli biondi molto chiari, rossi o bianchi contengono poca melanina e rispondono poco o nulla alla luce laser.

Le tecnologie a diodo più recenti consentono di trattare anche fototipi più scuri, regolando con attenzione i parametri. Il centro presenta la propria epilazione laser al diodo come una tecnologia avanzata; in ogni caso i parametri vanno tarati sulla singola persona, in base al fototipo e alle caratteristiche del pelo.

Ci sono situazioni in cui il trattamento va rimandato o evitato:

·         gravidanza e allattamento;

·         abbronzatura recente o esposizione al sole nei giorni precedenti;

·         assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, da segnalare sempre prima della seduta;

·         infezioni, ferite, herpes o dermatiti attive nella zona da trattare;

·         nei, tatuaggi o macchie sulla zona, che vanno schermati e mai colpiti dal fascio.

In presenza di una crescita improvvisa di peli in zone insolite, è bene parlarne prima con il medico curante, perché può avere un'origine ormonale da inquadrare.

Prepararsi alla seduta e gestire il dopo

·         radere la zona il giorno prima, senza usare ceretta, pinzetta o crema depilatoria nelle settimane precedenti, perché il bulbo deve restare nel follicolo;

·         presentarsi con la pelle pulita, senza creme, deodoranti o trucco sulla zona;

·         nei giorni successivi evitare sole, lampade, sauna e sport intensi;

·         applicare una crema lenitiva e una protezione solare alta sulle zone esposte.

Un leggero rossore e un piccolo gonfiore attorno ai follicoli sono reazioni comuni nelle ore successive e tendono a passare rapidamente.

Vuoi sapere quante sedute potrebbero servire per le zone che ti interessano e se il laser al diodo è adatto al tuo tipo di pelo? Al Centro Bio-Estetico Rosy puoi prenotare un primo colloquio conoscitivo: chiama lo 0968 439167 o scrivi a centro_2010@libero.it per fissare l'appuntamento.

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